Le farmacie sfidano il futuro
- 24 apr
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LAMEZIA TERME - Non una celebrazione, ma un passaggio di consapevolezza. Il convegno “Mission Impossible – Il decennio del cambiamento tra evoluzione e visione”, promosso da Federfarma Catanzaro con Pharmaway, ha messo al centro non tanto ciò che è stato fatto, quanto ciò che ancora resta da costruire. In un momento simbolicamente rilevante, segnato dall’uscita dal commissariamento della sanità calabrese, il confronto ha assunto un valore politico e operativo insieme. Il punto di partenza è chiaro: la farmacia ha già cambiato ruolo. Ma ora la sfida è renderlo strutturale. A fissare con precisione questo passaggio è stato il presidente di Federfarma Calabria e Catanzaro, Vincenzo Defilippo: «In questi dieci anni la farmacia è cambiata ed è diventata il primo presidio sanitario del Servizio sanitario nazionale, soprattutto in Calabria». Un’evoluzione che non era affatto scontata. «All’inizio la Calabria non era inclusa nella farmacia dei servizi», ha ricordato, mentre oggi «è tra le prime regioni ad aver utilizzato pienamente quei fondi», grazie a «un lavoro costruito nel tempo e a un dialogo concreto con le istituzioni». I risultati sono tangibili: «Abbiamo fatto oltre 150mila prestazioni di telemedicina, contribuito ad abbassare le liste d’attesa, aumentato le vaccinazioni anti-Covid e antinfluenzali. Questo significa che i cittadini si fidano delle farmacie». Ma è proprio da qui che si apre la fase più delicata: «Adesso bisogna fare un passo in più – ha sottolineato Defilippo – e uscire definitivamente dalla fase sperimentale, firmando la convenzione regionale e stabilizzando la farmacia. Il contesto politico in cui si inserisce questa riflessione è quello dell’uscita dal commissariamento, dopo 17 anni. Un evento che, nelle parole del sottosegretario all’Interno Wanda Ferro, rappresenta «un punto di svolta», ma non può essere interpretato come un traguardo: «Ora spetta alla politica calabrese rilanciare il sistema sanitario». Ferro ha richiamato con chiarezza le aspettative dei cittadini: «Servono strutture adeguate, professionisti di qualità e una programmazione chiara». In questo quadro, la farmacia assume una funzione strategica: «Rappresenta un collegamento tra medicina territoriale e ospedaliera», anche alla luce delle «circa 150mila prestazioni di telemedicina già erogate». Il quadro complessivo resta complesso. A riportare il confronto su un piano più ampio è stato Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione Gimbe, con un’analisi che supera i confini regionali: «L’uscita dal commissariamento in Calabria rappresenta sicuramente un nuovo avvio», ha premesso. Tuttavia, «il Servizio sanitario nazionale continua a vivere un declino silenzioso ma inesorabile». Il nodo è strutturale: «Definanziamento e disuguaglianze stanno erodendo progressivamente l’equità di accesso e l’universalismo del sistema». E oggi il fenomeno non è più circoscritto: «Le disuguaglianze sono diffuse, riguardano aree urbane e rurali, fattori socio-economici, età e genere». La conseguenza è diretta: «Il diritto alla salute non è più garantito in modo uniforme».
Su un piano più strategico si è collocato l’intervento del presidente dell’Aifa, Robert Nisticò, che ha affrontato il tema della governance del farmaco e della crescente complessità clinica: «Il farmaco oggi non è più solo uno strumento terapeutico, ma una vera infrastruttura strategica per il Paese». La trasformazione in atto riguarda soprattutto il profilo dei pazienti: «Ci troviamo di fronte a persone, spesso anziane, che assumono più terapie contemporaneamente», ha spiegato, indicando la necessità di «passare da una medicina standardizzata a una medicina di precisione», capace di adattare le cure al singolo individuo. In questo scenario, diventano centrali appropriatezza e aderenza terapeutica: «Dobbiamo garantire che ogni prescrizione sia realmente utile e sostenibile». La direzione indicata è quella dell’integrazione: «Serve mettere insieme dati, competenze e livelli assistenziali», perché «solo così si può migliorare la qualità delle cure senza aumentare i costi», evitando al tempo stesso nuove disuguaglianze nell’accesso ai farmaci innovativi. Accanto a queste voci principali, il convegno ha visto il contributo di numerosi altri protagonisti. Francesco Lucia ha parlato di «chiusura di un decennio di trasformazioni», mentre Alfonso Misasi ha ribadito che la farmacia è ormai «un presidio capace di interpretare i bisogni dei territori». Il prefetto Castrese De Rosa ha evidenziato il valore del cosiddetto “modello Catanzaro”, sottolineando il ruolo delle farmacie anche sul piano della coesione sociale, mentre il consigliere regionale Enzo Bruno ha invitato a mantenere un approccio prudente, ricordando che «permangono vincoli e criticità». Nel videomessaggio del sottosegretario alla Salute Marcello Gemmato è arrivata una conferma politica del percorso di trasformazione già in atto, mentre Anna Rosa Racca ha evidenziato la capacità delle farmacie calabresi di innovare concretamente sul territorio. Sul piano organizzativo, Emanuele Mormino ha sottolineato la necessità di rafforzare i modelli gestionali per rendere l’innovazione stabile, mentre Marco Alessandrini, Umberto Comberiati e Myriam Mazza hanno contribuito ad ampliare la riflessione su investimenti, governance e integrazione del sistema. Una sezione specifica è stata infine dedicata agli strumenti del farmacista del futuro. A coordinare i lavori la giornalista Rai Viviana Verbaro.









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