Nuovo ospedale di Cosenza, il M5S contesta Occhiuto
- Uneba Calabria
- 16 minuti fa
- Tempo di lettura: 2 min

COSENZA - Il Gruppo territoriale del Movimento 5 stelle entra a gamba tesa sulla sanità territoriale e in particolare sulla realizzazione del nuovo ospedale. Nel mirino il governatore Roberto Occhiuto e la decisione di non costruire il nuovo nosocomio a Vaglio Lise. «Per capire questa vicenda bisogna partire da un dato senza precedenti nella storia amministrativa italiana: Roberto Occhiuto cumula su di sé tre cariche che normalmente sarebbero separate e si controllerebbero a vicenda. È il Presidente eletto della Regione Calabria. È il Commissario ad Acta nominato dal governo per attuare il Piano di Rientro sanitario. E dal marzo 2025 è anche Commissario delegato con poteri straordinari di Protezione Civile per l’edilizia sanitaria, con facoltà di derogare a oltre cento disposizioni normative», si legge una nota. «Nell’ottobre 2024 arriva il colpo decisivo: l’Autorità di Bacino pubblica un nuovo Piano di Assetto Idrogeologico che riclassifica Vaglio Lise come area a rischio elevato. Peccato che i dati ISPRA utilizzati siano identici a quelli del 2017, quando lo stesso sito era giudicato sicuro. Non si è verificato alcun evento calamitoso, non sono stati effettuati nuovi rilievi. Il rischio è comparso dal nulla, giusto in tempo per essere inserito nello studio comparativo che, a dicembre, decreterà la “netta superiorità” di Arcavacata», proseguono i pentastellati. «Occhiuto, che aveva sostenuto la fusione, prende atto della sconfitta. Ma non si ferma. Tre mesi dopo, il 13 marzo 2025, ottiene dal governo la nomina a Commissario con pieni poteri. Può procedere lo stesso, senza bisogno del consenso espresso nelle urne», si legge ancora. «Mentre si consolidava la scelta di Arcavacata, a Roma accadeva qualcosa di singolare. Senatori di Forza Italia, il partito di Occhiuto, presentavano un emendamento al Decreto Milleproroghe per prorogare di due anni il mandato del rettore dell’Unical Nicola Leone, in scadenza nell’ottobre 2025. La giustificazione? Un presunto nesso con il Piano di Rientro sanitario e la presenza della facoltà di Medicina», aggiunge il Gruppo territoriale evidenziando però come proteste fecero poi ritirare l’emendamento. «L’accordo firmato nell’ottobre 2025 tra Regione, Università e Comune di Rende non prevede la firma di Cosenza. La struttura viene definita “Policlinico universitario”, anche se il bando parla di Hub di secondo livello con 705 posti letto. Due configurazioni ben diverse per governance, finalità e conseguenze. Ma il nome resterà quello: “Nuovo Ospedale di Cosenza”», rimarcano i cinquestelle. «Il Comune di Cosenza ha deliberato l’impugnazione e ha incaricato del ricorso il prestigioso studio Piazza. Ma contro chi combatte? Contro il Presidente della Regione che è anche Commissario alla Sanità che è anche Commissario con pieni poteri. Contro un sistema che ha modificato le mappe del rischio, ignorato un referendum, tentato di prorogare un rettore per legge, e firmato accordi senza il capoluogo», conclude la nota.












Commenti