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Nuovo ospedale di Crotone, comitato chiede chiarezza

6 minuti fa
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CROTONE - Trecento milioni di euro non fanno ancora un ospedale. Tra risorse annunciate e cure concrete restano un’area da scegliere, un progetto e accordi da definire. Il nascente Comitato cittadino “Diritto alla Salute”, rappresentato da Giovanni Lentini, chiede risposte sul nuovo presidio di Crotone: «Pretendiamo chiarezza». Secondo la nota, l’opera sarebbe stata individuata dall’Asp su indicazione dell’ex direttrice generale Monica Calamai e accolta dalla Regione nell’accordo tra Stato, Regioni e Inail. Il finanziamento prevede capitali anticipati dall’Inail e restituiti dalla Regione a condizioni agevolate, fino all’acquisizione dell’immobile. L’ammissione al finanziamento non equivale però all’apertura del cantiere. Servono il piano d’investimento, il confronto tra Ministero della Salute e Conferenza Stato-Regioni, la programmazione calabrese e un accordo quadro. Regione e Asp dovrebbero poi sottoporre il progetto all’Inail: ogni passaggio, avverte Lentini, richiede trasparenza. Il primo nodo è l’area. Il Comitato preferisce un terreno pubblico, del Demanio o del Comune, vicino alle statali 106 o 107. Chiede idoneità urbanistica, assenza di gravami e vincoli idrogeologici e archeologici, sicurezza del sottosuolo e distanza dal Sito di interesse nazionale. Lentini attribuisce al Comune un ritardo che sfiorerebbe l’inadempienza.

L’altro nodo è il progetto sanitario: occorre definire standard clinici, specialità e ruolo nella rete regionale. Secondo le informazioni del Comitato, la Provincia dovrebbe essere stazione appaltante.  Sulla Regione Lentini non ritiene di avere ancora elementi sufficienti per una valutazione. La prospettiva più ambiziosa è il riconoscimento come hub sanitario. La nota richiama il decreto ministeriale 70 del 2015, che indica per i presidi di secondo livello un bacino tra 600 mila e 1,2 milioni di abitanti, e ricorda i tre hub calabresi di Cosenza, Catanzaro e Reggio Calabria. Lentini riconosce l’ostacolo demografico, ma chiede di valutare le peculiarità di Crotone: il Sin e la bonifica irrisolta, le conseguenze sanitarie attribuite alla contaminazione e il carico ambientale degli impianti industriali, tra termovalorizzatore e centrali a biomasse. Il Comitato segnala inoltre i bisogni assistenziali del Centro di accoglienza per richiedenti asilo e delle persone migranti in condizioni precarie. Pesano anche l’unico presidio del capoluogo, le criticità strutturali denunciate e la mobilità sanitaria verso altre province e fuori regione. La proposta è un ospedale da 350-400 posti letto, con blocchi operatori e tecnologie avanzate. Il percorso verso l’hub, sostiene Lentini, potrebbe essere rafforzato ampliando il bacino dell’Asp verso San Giovanni in Fiore e Cariati. Il modello auspicato comprende un Dipartimento di emergenza e accettazione di secondo livello, terapia intensiva neonatale, emodinamica attiva 24 ore su 24, un centro traumatologico e neurologia con un centro ictus di secondo livello.  Si propone anche un polo oncologico avanzato con ricerca esposomica. Sono obiettivi richiesti, non servizi già approvati. Per realizzarli serviranno interventi sulla programmazione regionale, sulle assunzioni e sull’acquisto di grandi tecnologie.  Lentini denuncia una sanità pubblica sacrificata rispetto al privato convenzionato, soprattutto nel Crotonese. Il nuovo ospedale dovrà invertire questa tendenza: non soltanto aprire le porte di un edificio più moderno, ma garantire ai cittadini le cure nel proprio territorio. Il Comitato chiede che alle risorse annunciate seguano scelte verificabili, responsabilità definite e risposte sui tempi.

 

 

 

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