Ospedale di Lamezia, appello del Coordinamento a Occhiuto
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LAMEZIA TERME - Un incontro con il presidente della Regione e commissario ad acta per la sanità, Roberto Occhiuto, per chiarire il futuro della Cardiologia dell’ospedale “Giovanni Paolo II” e conoscere le scelte previste per Elettrofisiologia ed Emodinamica. A richiederlo sarà il Coordinamento Sanità 19 Marzo, preoccupato per quello che considera un possibile ridimensionamento del ruolo assegnato negli anni al presidio lametino. Il Coordinamento segue da tempo il percorso di riorganizzazione e potenziamento della sanità locale, anche alla luce degli atti regionali che avevano previsto il rafforzamento della Cardiologia e dell’Unità di terapia intensiva coronarica, insieme all’implementazione delle attività di Elettrofisiologia ed Emodinamica. «Abbiamo seguito concretamente questo percorso – sottolinea il Coordinamento – verificando anche gli interventi che hanno interessato la sala di Elettrofisiologia, con gli arredi già arrivati e la professionalità necessaria individuata e assunta. Per questo oggi chiediamo di comprendere quale sia l’effettiva volontà della Regione Calabria rispetto al futuro della Cardiologia di Lamezia». A suscitare preoccupazione è soprattutto la nuova organizzazione della Rete per le Sindromi coronariche acute, approvata nel mese di luglio. Secondo il Coordinamento, la nuova configurazione sembrerebbe allontanarsi dal percorso che aveva individuato Lamezia come presidio strategico per un’area ben più vasta della sola città. «Non comprendiamo come mai si sia arrivati a una soluzione che sembra ridimensionare il ruolo di Lamezia Terme, ricorrendo anche all’ipotesi dell’Emodinamica itinerante, quando per anni si è parlato della necessità di dotare il nostro ospedale di una struttura stabile e in grado di garantire una risposta tempestiva alle emergenze cardiologiche». La questione, evidenzia il Coordinamento, investe un bacino territoriale che comprende l’Alto e il Basso Tirreno e si estende fino al territorio di Vibo Valentia. Da qui la richiesta di conoscere quali elementi abbiano determinato il cambiamento della programmazione e quale funzione la Regione intenda assegnare al “Giovanni Paolo II”. «Se Lamezia era stata individuata come punto strategico per garantire una risposta sanitaria a questo territorio, vogliamo capire cosa sia cambiato. Perché oggi si registra quello che appare come un passo indietro? E soprattutto: quale progetto ha la Regione Calabria per la Cardiologia di Lamezia Terme?». L’appello è rivolto non soltanto a Occhiuto, ma anche ai rappresentanti del territorio che ricoprono incarichi istituzionali presso la Regione Calabria. Il Coordinamento chiede loro di promuovere un confronto con il presidente e di utilizzare il proprio ruolo per impedire un impoverimento dei servizi sanitari. «Chiediamo a tutte le istituzioni che hanno a cuore Lamezia Terme di tutelare gli interessi della città e contribuire a migliorare, e non a ridimensionare, i servizi sanitari del territorio».Il Coordinamento Sanità 19 Marzo formalizzerà quindi una richiesta d’incontro con Occhiuto, dalla quale attende una risposta ufficiale sulla programmazione riguardante Cardiologia, Utic, Elettrofisiologia ed Emodinamica. «Dopo anni di attenzione, confronto e battaglie sulla sanità lametina, riteniamo doveroso sapere quale sia la programmazione della Regione. Lamezia Terme non può permettersi ulteriori passi indietro».









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