Per Tavernise (M5S) Occhiuto fallisce anche come commissario
- Uneba Calabria
- 29 set 2025
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CATANZARO - «La Calabria continua a perdere pezzi del suo sistema sanitario, e i numeri ufficiali sulla mobilità interregionale lo dimostrano in maniera inequivocabile: dal 2021 al 2024 il saldo negativo è passato da 240,9 milioni di euro a 304,8 milioni. In soli tre anni – sotto la guida del presidente e commissario ad acta Roberto Occhiuto – abbiamo registrato un incremento di oltre 63 milioni. Un’emorragia economica che equivale a migliaia di cittadini costretti a curarsi fuori regione». È quanto denuncia il consigliere regionale del Movimento 5 Stelle Davide Tavernise, candidato della coalizione progressista a sostegno di Pasquale Tridico, commentando i dati contenuti nei bilanci del Fondo sanitario nazionale e del Fondo sanitario regionale. «Altro che rilancio della sanità calabrese – continua Tavernise –. I pronto soccorso restano in sofferenza, le liste d’attesa sono interminabili, la carenza di personale e di strutture adeguate è ormai cronica. Il risultato è che i calabresi, sfiduciati, si rivolgono a Lazio, Lombardia ed Emilia-Romagna, arricchendo altre regioni e impoverendo ulteriormente la nostra». Il consigliere 5 Stelle ricorda come, con il doppio incarico di presidente della Regione e commissario ad acta per il Piano di Rientro, ci si sarebbe attesi da Occhiuto un cambio di passo o almeno un’inversione di tendenza. «Invece – sottolinea – assistiamo a un peggioramento. Il fallimento è sotto gli occhi di tutti. A fronte di fondi disponibili e di una governance accentrata, non c’è stato alcun rafforzamento della rete ospedaliera e territoriale, né un recupero della fiducia dei cittadini». «Questi numeri – conclude Tavernise – non sono fredde statistiche, ma la fotografia di una crisi che tocca la vita quotidiana di migliaia di famiglie. È il segno di un sistema che non riesce a garantire il diritto costituzionale alla salute. Occhiuto smetta di nascondersi dietro annunci e spot. La Calabria ha bisogno di risposte concrete e di una programmazione seria. È evidente che serve un cambio di rotta radicale, una visione come quella incarnata da Pasquale Tridico, basata su competenza e impegno reale per fermare questa emorragia sanitaria ed economica».












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