Reggio, Aned attacca l’ex sindaco Falcomatà sul caso dializzati

REGGIO CALABRIA - Ad accendere la miccia è l’Aned, Associazione nazionale emodializzati dialisi e trapianto, che interviene con toni decisi sulle recenti prese di posizione di alcuni consiglieri comunali reggini, compreso l’ex sindaco Giuseppe Falcomatà, contestando quella che considera una tardiva attenzione al problema e chiedendo di riportare il dibattito sulle responsabilità istituzionali, sulle scelte compiute e, soprattutto, sulle soluzioni ancora da attuare. Il nodo centrale, secondo l’associazione, è la lunga battaglia per la realizzazione del nuovo centro dialisi nell’ex Enpas, diventata concreta nel settembre 2018. Da allora, l’Aned sostiene di aver sollecitato ripetutamente le istituzioni affinché si arrivasse alla realizzazione della struttura, senza limitarsi però alla questione dei posti disponibili a Reggio Calabria: «Dov’erano l’allora sindaco Falcomatà e gli altri rappresentanti politici mentre l’Aned portava avanti queste battaglie?», è la domanda posta dall’associazione, che rivendica un impegno costante sul fronte della nefrologia e dell’assistenza ai pazienti. Nel mirino anche l’eventuale interlocuzione degli amministratori reggini con i commissari regionali alla sanità, i presidenti della Giunta regionale e il dipartimento Tutela della Salute per sostenere il progetto del nuovo centro. La posizione di Aned, tuttavia, non si esaurisce nella richiesta di nuovi spazi per l’emodialisi. L’associazione richiama una serie di questioni che, a suo giudizio, avrebbero dovuto accompagnare da tempo il dibattito politico: rafforzamento della prevenzione della malattia renale cronica, per ridurre il numero delle persone che arrivano alla dialisi; potenziamento della dialisi peritoneale domiciliare, così da limitare l’ospedalizzazione e migliorare la qualità della vita dei pazienti; riordino delle attività nelle rianimazioni calabresi per favorire l’individuazione e la donazione degli organi destinati al trapianto. La conclusione di Aned è netta: senza una programmazione regionale condivisa e senza una reale volontà politica di intervenire, il dibattito sul numero dei posti rischia di restare sterile. «Il resto è ciarpame», è la formula con cui l’associazione chiude la propria presa di posizione. Non si fa attendere la replica delle liste Reset e Svolta: «Aned con la memoria corta. Falcomatà si batte da anni per i pazienti».









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