Reggio, attese interminabili per i malati oncologici
- 24 mag
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REGGIO CALABRIA – Malati oncologici costretti ad aspettare mesi, a volte addirittura anni, per un esame diagnostico o un controllo fondamentale. È il quadro drammatico denunciato da Lucia Anita Nucera, assessore alle Politiche sociali del Comune di Reggio Calabria. Secondo Nucera, sono sempre più numerose le testimonianze raccolte in questi giorni da pazienti oncologici impossibilitati a rispettare i tempi indicati dagli specialisti per monitorare l’evoluzione della malattia. «Ci sono persone fragili – afferma – che si sentono dire dal Cup Calabria che per un esame bisogna attendere mesi, in alcuni casi oltre due anni. Per un malato oncologico questo può significare la differenza tra vivere e morire». Molti pazienti, inoltre, non trovano disponibilità nelle strutture della provincia di Reggio Calabria e vengono indirizzati verso altre realtà calabresi. Una situazione che, secondo l’assessore, colpisce soprattutto chi non ha possibilità economiche sufficienti per ricorrere alla sanità privata. «C’è chi rinuncia a curarsi o anche solo a controllarsi perché non può permetterselo», denuncia. Nel mirino anche la distribuzione delle risorse regionali destinate alle strutture private accreditate. Nucera sostiene che la provincia reggina continui a ricevere fondi insufficienti rispetto ad altre aree della Calabria. «Mentre Catanzaro e Cosenza dispongono di risorse significativamente maggiori, Reggio continua ad avere un budget dimezzato e incapace di rispondere al fabbisogno sanitario reale del territorio». L’assessore parla di una “vergogna istituzionale” e accusa la politica regionale di avere lasciato il territorio in una condizione di marginalità sanitaria. «Non si può continuare a morire di burocrazia, liste d’attesa e disuguaglianze territoriali nel 2026».









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