Reggio, guardie mediche chiuse e pronto soccorso al collasso
- 31 lug
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REGGIO CALABRIA - La chiusura di numerose guardie mediche nel territorio reggino è «l'ennesimo segnale di una sanità territoriale ormai al collasso» e rischia di aggravare ulteriormente la già delicata situazione del pronto soccorso del Grande Ospedale Metropolitano di Reggio Calabria. È l'allarme lanciato dai consiglieri metropolitani Carmelo Versace, già vicesindaco della Città Metropolitana, e Vittoria Luciano, che chiedono un cambio di passo nella gestione della sanità calabrese. Secondo i due esponenti democratici, la progressiva scomparsa dei presìdi di continuità assistenziale rappresenta una delle principali cause del sovraffollamento del pronto soccorso, dove si registrano lunghe attese, tensioni crescenti e sempre più frequenti episodi di aggressione ai danni del personale sanitario. «Quando i cittadini non trovano una guardia medica aperta – dichiarano – e nei territori vengono meno i servizi di assistenza primaria, l'unico punto di riferimento diventa inevitabilmente il pronto soccorso. È così che si alimentano il sovraffollamento e si rendono insostenibili le condizioni di lavoro di medici, infermieri e operatori sanitari, che continuano a garantire assistenza con grande professionalità nonostante le enormi difficoltà».Per Versace e Luciano la Regione Calabria e la struttura commissariale continuano ad affrontare le emergenze senza una visione complessiva del sistema. «Il depotenziamento della medicina territoriale sta producendo effetti devastanti sull'intera rete sanitaria. Le guardie mediche rappresentano un presidio fondamentale, soprattutto per gli anziani, i pazienti fragili e i cittadini che vivono nelle aree periferiche e collinari del territorio metropolitano. Lasciare intere comunità senza questi servizi significa compromettere concretamente il diritto alla salute».I consiglieri sottolineano che non sono più sufficienti annunci o rassicurazioni. «Occorre un piano straordinario per garantire la copertura di tutte le sedi di continuità assistenziale, avviare il reclutamento del personale necessario e rafforzare la medicina territoriale, anche attraverso la piena attuazione delle Case della Comunità previste dal Pnrr. Senza una rete territoriale efficiente, qualsiasi investimento sugli ospedali rischia di rivelarsi insufficiente».Infine, Versace e Luciano assicurano che continueranno a mantenere alta l'attenzione sul tema anche in Consiglio metropolitano. «La salute non può dipendere dal luogo in cui si vive o dalla fortuna di trovare un presidio aperto. La sanità pubblica va difesa con interventi concreti e scelte strutturali, non con gli slogan. Reggio Calabria ha diritto a servizi sanitari efficienti e a una medicina territoriale capace di prevenire le emergenze, alleggerendo la pressione sugli ospedali».









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