Sanità vibonese, invito ai sindaci a consegnare la fascia tricolore
- Uneba Calabria
- 7 gen
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VIBO VALENTIA - Un’accusa senza mezzi termini contro l’intero sistema di governo della sanità calabrese. L’associazione storico-culturale “Ali di Vibonesità” interviene con un comunicato durissimo denunciando quello che definisce un progressivo e consapevole disimpegno delle istituzioni regionali e locali nei confronti della sanità vibonese, aggravato da un preoccupante vuoto di dialogo con cittadini, comitati e associazioni. Secondo l’associazione, il segnale più evidente di questa chiusura è rappresentato dal silenzio seguito all’incontro del 10 dicembre scorso tra il Comitato ristretto della Conferenza dei sindaci e la Cittadella regionale, che, a distanza di settimane, «non ha prodotto né atti concreti né risposte ufficiali, mentre la condizione degli ospedali continua a peggiorare». Nel frattempo, evidenzia “Ali di Vibonesità”, la Regione annuncia fondi per il rinnovo delle convenzioni, ma trascura lo stato di sofferenza strutturale e organizzativa degli ospedali pubblici, dove si registra la sospensione di servizi ambulatoriali, la riduzione drastica delle unità operative e il rischio concreto di nuove chiusure. Una gestione definita «un teatrino», in cui le strategie politiche non coincidono con la realtà vissuta quotidianamente da pazienti e operatori sanitari. Il quadro delineato è allarmante. Al presidio ospedaliero “ Jazzolino” di Vibo Valentia, la situazione viene descritta come «prossima al punto di rottura. Il reparto di Neurologia, nonostante rappresenti un’eccellenza clinica e scientifica riconosciuta, è ormai sostenuto esclusivamente dall’abnegazione del direttore Franco Galati e del personale, mentre l’ambulatorio per le prestazioni esterne risulta sospeso. La passione e il sacrificio quotidiano non bastano più», sottolinea l’associazione, che denuncia l’assenza di interlocuzione istituzionale con chi ogni giorno garantisce cure e assistenza. Non va meglio negli altri reparti: Ortopedia è in difficoltà, Psichiatria resta chiusa da tempo, mentre il Pronto soccorso e la Medicina d’urgenza vivono una condizione di emergenza permanente. A tentare di reggere l’urto, viene ricordato, è anche Enzo Natale, direttore dell’unità operativa e presidente dell’Ordine dei Medici, alle prese con carenze di organico e carichi di lavoro ormai insostenibili. Gravissima viene definita anche la situazione degli ospedali di Tropea e Serra Bruno, che – secondo il sodalizio – avrebbero ormai perso il controllo operativo, con risposte quotidiane sempre più inadeguate ai bisogni del territorio. «Bussare a Palazzo ex Inam – si legge – è diventato inutile», segno di una distanza crescente tra vertici amministrativi e comunità locali. Adv ribadisce quindi il ruolo attivo svolto negli anni dalle associazioni e dal Forum delle Associazioni del Csv, che «hanno prodotto documenti, quesiti e richieste puntualmente aggiornate e diffuse, senza però ottenere risposte risolutive. Un sistema, quello descritto, che avrebbe scelto la strategia del silenzio per eludere le responsabilità politiche e amministrative». Da qui la proposta forte e simbolica: la consegna delle fasce tricolori dei sindaci al Prefetto di Vibo, Anna Aurora Colosimo. Un gesto che l’associazione definisce «sacrosanto» dopo il fallimento del ruolo programmatorio della Conferenza dei sindaci e che viene accompagnato da un ringraziamento al Prefetto per l’impegno profuso nel tentativo di governare una crisi definita «senza precedenti». Nel mirino anche la terna commissariale dell’Asp, giudicata «inefficace» e ormai prossima alla fine del mandato, e la figura di Gandolfo Miserendino, direttore generale di Azienda Zero e commissario straordinario dell’Asp, indicato come simbolo di una gestione accentrata e distante dalle reali esigenze del territorio. Il messaggio finale è un appello netto e diretto: «La politica deve riappropriarsi concretamente del proprio ruolo, superare divisioni e appartenenze e tornare a difendere il diritto costituzionale alla salute. «Non bastano più annunci o tavoli inconcludenti, servono decisioni immediate, investimenti reali e assunzioni, prima che il sistema collassi definitivamente e con esso la fiducia dei cittadini».












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