Spesi meno di un terzo dei fondi Pnrr, situazione più critica in Calabria
- Uneba Calabria
- 29 dic 2025
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ROMA - «Mancano pochi mesi dalla scadenza del Pnrr ma i forti ritardi mettono a rischio l’attuazione dei progetti della Missione Salute. Sono stati spesi meno di un terzo dei finanziamenti: senza un energico scatto finale, a poco possono valere le ipocrite rassicurazioni del Governo». È quanto denuncia la segretaria confederale della Cgil Daniela Barbaresi, commentano il monitoraggio sull'attuazione del Pnrr - Missione 6 elaborato dall’Area Stato Sociale della Confederazione. La Cgil evidenzia che i ritardi nell’attuazione dei progetti riguardano complessivamente tutta la Missione Salute (M6). Dei 10.127 progetti finanziati per 19,6 miliardi di euro complessivi (di cui 14,6 miliardi di risorse Pnrr) a ottobre 2025 sono stati spesi 6,1 miliardi, pari al 31,2% dei fondi disponibili e completati il 41,5% dei progetti complessivi. Particolarmente critica la situazione dei progetti destinati alla realizzazione delle reti di prossimità e strutture per l'assistenza territoriale per le quali a ottobre scorso risulta speso solo il 28,9% dei 10,2 miliardi disponibili, e solo il 29,1% dei progetti sono stati completati. In meno di otto mesi dovranno essere terminati 1.984 progetti e spesi 7,2 miliardi. Altro allarme quello lanciato sulla realizzazione delle Case della Comunità, con solo il 5,1% dei progetti completati e solamente il 23,8% speso dei 2,8 miliardi di finanziamenti complessivi, con i lavori che procedono troppo a rilento. La situazione più critica si fotografa in Molise, dove i pagamenti effettuati sono fermi all’8,1% dei finanziamenti complessivi, in Sardegna (10,6%), Campania (13,7%) e Calabria (14,3%). Solo in due regioni, Liguria e Valle d’Aosta, i pagamenti effettuati hanno superato la metà dei finanziamenti. Ritardi ancora maggiori nella realizzazione degli Ospedali di Comunità: a ottobre solo il 4,4% dei progetti finanziati è stato completato e risulta speso solo il 20,7 dei fondi disponibili. "Di questo passo - sottolinea Barbaresi - serviranno anni per terminare tutte le opere previste». I territori con i maggiori ritardi sono la Provincia Autonoma di Bolzano, dove i pagamenti effettuati sono fermi al 7,7% dei finanziamenti complessivi, la Sardegna (8,0%), la Puglia e la Campania (12,3%). A parte la Valle d’Aosta, dove i pagamenti effettuati rappresentano il 95,0% dei finanziamenti, in nessuna regione le spese superano il 40% dei fondi disponibili. Ritardi anche per i progetti relativi alla telemedicina e alla casa come principale luogo di cura, la misura che ha l’obiettivo di migliorare l’assistenza delle persone con patologie croniche e aumentare il numero dei pazienti assistiti nelle proprie abitazioni con particolare attenzione verso gli over 65. A ottobre, risultano completati più di tre quarti dei progetti (75,6%), ma le spese effettuate raggiungono a malapena il 33,1% dei fondi disponibili. «I dati parlano da soli. In questo scenario - sostiene Barbaresi - risulta sempre più difficile credere che si possa riuscire a terminare i progetti entro giugno 2026, data prevista per la scadenza definitiva. Resta poi il nodo personale - aggiunge - perché per migliorare la qualità della vita delle persone non è sufficiente costruire le strutture, ma è fondamentale dotarle del personale necessario per assicurare servizi efficienti e un’adeguata assistenza sanitaria. Per il corretto funzionamento di Case e Ospedali di Comunità occorrerebbe assumere almeno 36mila unità tra infermieri, operatori sociosanitari, assistenti sociali e altre figure professionali, senza contare i medici. Ma nella Legge di Bilancio 2026, in procinto di essere votata, il Governo sembra aver ignorato il problema. Non c'è più tempo: restano pochi mesi o sarà troppo tardi per evitare il fallimento annunciato di un’occasione irripetibile».












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