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Vibo, allarme della Cgil per gli incarichi in scadenza e la carenza di personale

2 giorni fa
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VIBO VALENTIA - LA Funzione Pubblica Cgil Area Vasta Catanzaro-Crotone-Vibo Valentia e la FP Cgil Calabria lanciano l’allarme sulla situazione gestionale e organizzativa dell’Asp di Vibo Valentia e chiedono la convocazione urgente di un incontro con il management aziendale. Al centro della denuncia ci sono criticità che, secondo il sindacato, si trascinano da mesi e che avrebbero ripercussioni sia sull’erogazione dei servizi sanitari sia sulle condizioni di lavoro di centinaia di dipendenti. La FP Cgil parla di «stupore e sconcerto» davanti a un quadro di precarietà che riguarderebbe diversi settori dell’Azienda sanitaria provinciale. Tra le questioni richiamate dal sindacato c’è innanzitutto quella dell’emodinamica itinerante allo Jazzolino, già respinta dalla Conferenza dei sindaci e definita dal sindaco di Vibo Valentia Enzo Romeo un «nonsenso medico». Viene inoltre ricordata la situazione dell’Urologia dell’ospedale di Tropea, dove un medico avrebbe rinunciato all’incarico a causa dell’assenza cronica di un anestesista. Nel mirino anche la Casa della Comunità di Moderata Durant. La FP Cgil cita il caso di un cittadino che, secondo quanto riportato, non avrebbe potuto ottenere una prestazione odontoiatrica urgente nella struttura ed è stato indirizzato al Pronto soccorso. Il sindacato richiama inoltre le mobilitazioni dell’Osservatorio civico Città Attiva e delle associazioni del territorio, che da anni pongono l’attenzione sulla cancellazione dell’emodinamica H24, sul blocco dei ricoveri ordinari in Psichiatria dal dicembre 2023, sulle difficoltà dell’Urologia di Tropea e sul bando per 16 anestesisti che sarebbe rimasto senza esito. «Dove sono i 60 nuovi infermieri?» Un altro capitolo riguarda il personale. La FP Cgil chiede spiegazioni sui ritardi nell’inserimento dei 60 nuovi infermieri annunciati nei mesi scorsi e destinati, secondo il sindacato, all’avvio delle Case di Comunità e alla gestione delle ferie estive del personale sanitario, compresi i reparti di diagnosi e cura e i servizi di emergenza-urgenza: «Non sono noti i motivi dei ritardi», sostiene l'organizzazione sindacale, che chiede quindi al management aziendale di chiarire tempi e modalità dell’operazione. Particolare attenzione viene poi riservata agli incarichi di funzione organizzativa. Secondo la FP Cgil, la scadenza degli incarichi avrebbe interessato circa 40 dipendenti tra funzionari sanitari, amministrativi e tecnici. Il sindacato contesta l’assenza di una comunicazione tempestiva e trasparente sul futuro degli incarichi. Nel documento viene richiamata anche la nota del 5 agosto 2026, con la quale la Direzione del Servizio Professioni Sanitarie avrebbe chiesto ai titolari degli incarichi una relazione dettagliata sull’attività svolta nel periodo 2025/2026, in vista delle verifiche preliminari per un’eventuale proroga tecnica. La FP Cgil chiede all’Asp di chiarire presupposti e finalità della procedura e di conoscere le determinazioni assunte dall’Organismo indipendente di valutazione e quelle eventualmente adottate dall’Azienda nell’ambito del piano di riorganizzazione. La contestazione sulla gestione degli incarichi. La FP Cgil solleva interrogativi anche sulle modalità differenti con cui sarebbero stati gestiti gli incarichi nei vari settori dell’Asp, chiedendo di verificare che le differenze rispondano a criteri «oggettivi e verificabili» e non possano essere interpretate come discriminatorie. Il sindacato punta inoltre l’attenzione sulla nota del Commissario straordinario dell’Asp, datata 25 agosto, con la quale sarebbe stato convocato un gruppo di lavoro attribuendo ad alcuni dipendenti incarichi di funzione già scaduti l’11 agosto. Una circostanza che, secondo la FP Cgil, «denota scarsa sensibilità amministrativa». Ancora più pesanti le accuse contenute nella parte finale del documento, dove il sindacato riferisce di aver ricevuto segnalazioni, che precisa di voler verificare nelle sedi opportune, relative a presunti comportamenti riconducibili a uno «spoil system/epurazioni» nei confronti di dipendenti ritenuti non allineati alle indicazioni di alcuni dirigenti. La FP Cgil chiede chiarezza e tutela per i lavoratori coinvolti, sottolineando la necessità di garantire dignità professionale e rispetto dei diritti. Chiesto un incontro urgente, pronto lo stato di agitazione. Il sindacato si rivolge infine ai consiglieri regionali del territorio vibonese, chiedendo un impegno concreto per ristabilire un clima organizzativo adeguato all’interno dell’Asp, ritenuto indispensabile per assicurare la continuità dei servizi sanitari. Da qui la richiesta di una convocazione urgente con il management dell’Azienda sanitaria provinciale per affrontare le criticità segnalate. La FP Cgil avverte però che, in assenza di risposte e di una «immediata assunzione di responsabilità» da parte dell’Asp, sarà dichiarato lo stato di agitazione del personale e verranno avviate iniziative di mobilitazione, anche insieme ai cittadini e alle associazioni già impegnate sul fronte della difesa della sanità pubblica vibonese.

 

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