Ancora niente aiuti per i Dpi, le strutture extraospedaliere chiedono un incontro urgente a Occhiuto



CATANZARO - Sono sull’orlo di una crisi, al punto da non essere più in grado di garantire i Dpi (dispositivi di protezione individuale) ai propri dipendenti e nemmeno il pagamento degli stipendi per il mancato fatturato che i costi Covid hanno determinato. Dalla Regione Calabria, finora, neanche un euro in due anni di pandemia, e neanche una sola fornitura di mascherine e tute nonostante le prescrizioni in tal senso di una circolare dirigenziale alle Aziende sanitarie. Per questo le associazioni rappresentative di gran parte delle strutture socio-sanitarie, sanitarie e assistenziali della Calabria chiedono un incontro urgente con il governatore Roberto Occhiuto al fine di affrontare le criticità che attraversano il settore dell’assistenza territoriale, extra ospedaliera e della specialistica ambulatoriale. A cominciare dal mancato fatturato, riconducibile alle ordinanze di chiusura delle Regioni e delle restrizioni imposte anche per la limitazione dei ricoveri dovuti all’isolamento e a tutte le altre normative anti Covid, e riconosciuto fino al 90% a tutte le strutture nell’ambito dei contratti sottoscritti con le Aziende sanitarie. Ma c’è anche la questione dei rimborsi Covid. Il decreto legislativo 34/2020 (Decreto Rilancio) prevede che i costi relativi ai Dpi debbano essere distribuiti dalle Asp direttamente alle strutture private, in quanto esse sono equiparate a quelle pubbliche, oppure debba essere erogato direttamente il rimborso come stanno facendo diverse Regioni. L'Emilia Romagna, in particolare, aveva provveduto già nel 2020, la Toscana ha addirittura aumentato il contributo in sede di proroga ma tante altre amministrazioni regionali hanno deliberato gli aiuti. Eppure, come scrivono le associazioni di categoria Uneba, Uneba, Anaste, Andiar, Aiop, Aris, Agidae, Unindustria Sanità, «è dall’inizio dell’emergenza da Covid-19 che la nostra Regione non affronta queste questioni fondamentali, disattendendo alcune leggi dello Stato in materia di tutela della salute, sostegno ai lavoratori e alle imprese, giustizia e sicurezza connesse all'emergenza epidemiologica da Covid-19». Temi già al centro di un incontro con il sub commissario Ernesto Esposito.

Infine, la problematica dei pazienti affetti da Covid-19 (asintomatici o con sintomi lievi) ricoverati presso le strutture convenzionate, i quali, ad eccezione dei casi gravi, non vengono presi in carico dagli ospedali pubblici. Le strutture private devono pertanto applicare i necessari protocolli di legge con i conseguenti costi relativi ai Dpi, all’ulteriore personale medico e paramedico appositamente dedicato alla cura e all’assistenza dei pazienti Covid-19, alle spese strutturali di allestimento dei reparti con pareti divisorie e suppellettili per la gestione dell’emergenza.

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