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Azienda Zero, 150 medici stranieri rispondono alla call

  • 9 minuti fa
  • Tempo di lettura: 3 min

CATANZARO - Sono circa 150 i medici che hanno risposto alla call pubblicata dalla Regione Calabria, tramite Azienda Zero, per reclutare medici provenienti da Paesi Ue ed extra Ue. A fare il punto è stato il direttore generale di Azienda Zero, Gandolfo Miserendino, intervistato durante la trasmissione “Buongiorno regione” della Tgr Calabria. La manifestazione d’interesse è ancora aperta – «continuano ad arrivare adesioni» ha detto Miserendino – e lo resterà ancora per tutto il mese marzo. Poi, ha spiegato Miserendino, si inizierà il reclutamento. «Immagino che nel giro di un paio di mesi avremo un riscontro concreto» ha spiegato Miserendino. La call aperta dalla Regione era destinata a specialisti in settori critici dove la carenza di organico pesa maggiormente sui servizi ai cittadini. In particolare: anestesia e rianimazione, medicina d’emergenza-urgenza, chirurgia generale, radiodiagnostica, radiologia e urologia, cardiologia, ginecologia, pediatria, ortopedia, psichiatria e medicina interna. Una misura straordinaria e sperimentale, che prevede, in aggiunta allo stipendio, un incentivo economico per rimborsare vitto e alloggio. Il Consiglio regionale, inoltre, nell’ultima seduta ha approvato anche una legge che autorizza Azienda Zero a ricorrere a società di scouting per intercettare medici stranieri interessati a venire in Calabria. Sempre aperta, inoltre, la collaborazione con Cuba: il presidente Occhiuto ha già ribadito che non intende fare passi indietro, neanche dopo l’intervento del governo Usa. Stessa linea ribadita ieri da Miserendino. «Per noi è fondamentale garantire servizi d’assistenza ai calabresi, più che seguire dinamiche di geopolitica – ha detto Miserendino – Senza i medici cubani, che lavorano sul territorio con grande professionalità e attenzione, si sarebbero chiusi gli ospedali. Vogliamo continuare su questa scia». Dai territori, però, c’è chi boccia l’operazione. «C’è da restare sconcertati ad ascoltare il direttore generale di Azienda Zero Miserendino – scrive Marisa Valensise, leader del Comitato spontaneo a tutela della salute della Piana – La “notizia entusiasmante” sarebbe questa: alla chiamata per reclutare medici stranieri hanno risposto in 150 da varie parti del mondo. Presentata come un successo. In realtà è la fotografia impietosa del fallimento. Se dobbiamo cercare medici all’estero è perché qui non siamo stati capaci, anzi non si vogliono creare le condizioni per trattenere i nostri professionisti. I nostri medici in giro per il mondo , col desiderio per molti di tornare in Italia, non facciamo nulla per farli rientrare, eh no, i medici italiani non ci piacciono». Valensise boccia anche i toni soddisfatti che hanno accompagnato l’avvio della sperimentazione che consentirà di prenotare prestazioni sanitarie presso gli uffici postali. «Le liste d’attesa sono triplicate, le prenotazioni almeno a Polistena per prestazioni aggiuntive sono bloccate o per meglio dire, non si sta facendo più l’abbattimento delle liste d’attesa, il che vuol dire si salvi chi può (sarà forse perché il personale è ridotto a lumicino e probabilmente quello rimasto, non dà la disponibilità, visto che fanno tutti studio privato un po’ celato o extramoenia, misura quest’ultima concessa dal nostro direttore generale dottoressa Di Furia giusto in questo momento storico – scrive – Il Comitato in questi mesi sta evidenziando queste criticità esagerate nei reparti, perché la gente muore in attesa di una visita o di una gastroscopia o di molte altre prestazioni che hanno mesi e mesi di attesa e noi ci vantiamo di aver aggiunto uno sportello per prenotare? Ma cosa dobbiamo prenotare se la gente non sicura più in Calabria ? Qui non servono operazioni di facciata».

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