Corigliano Rossano, il sindaco denuncia la cancellazione di reparti
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CORIGLIANO ROSSANO – Il sindaco Flavio Stasi sgancia la bomba sull’emodinamica itinerante dopo la lettera dei direttori delle Cardiologie calabresi a difesa dell’iniziativa. «Se qualcuno ancora avesse dubbi - dice - i Direttori li hanno spazzati via», afferma. Secondo il primo cittadino di Corigliano Rossano i servizi di Emodinamica previsti nei decreti commissariali del 2024 per Paola, Lamezia Terme, Vibo Valentia e Corigliano-Rossano sarebbero stati cancellati dalla programmazione nel luglio 2026. «Una cosa è certa: il servizio Emodinamica, cioè il servizio salvavita in caso di infarto, che nei decreti commissariali del 2024 di Occhiuto era previsto presso Paola, Lamezia Terme, Vibo Valentia e Corigliano-Rossano, è stato cancellato dalla giunta regionale lo scorso luglio, a campagna elettorale passata», sostiene. La questione diventa ancora più delicata alla luce delle motivazioni. I decreti sarebbero stati «semplicemente riallineati alla normativa nazionale». Ma, osserva il sindaco, si tratta di una normativa risalente al 2015. «Il termine “riallineati” è piuttosto fuorviante, ma in pratica, secondo l’interpretazione dei direttori di Cardiologia, i decreti di Occhiuto erano fuorilegge», afferma, chiedendosi perché quei provvedimenti non siano stati contestati a suo tempo. Nel merito, il sindaco legge la vicenda come una scelta politica maturata dopo le elezioni. «Il centrodestra prima delle elezioni ha prodotto due decreti commissariali con i quali programmava la realizzazione dell’Emodinamica in 4 ospedali importantissimi per la Calabria». Poi, accusa, «finita la campagna elettorale, incassati i voti dei territori anche per queste misure, ha imposto la cancellazione di quei decreti per scelta politica, non per riallineamenti o tecnicismi». Stasi contesta anche l’intervento dei direttori nel confronto politico. «La politica non opera a cuore aperto le persone, ma può operare a cuore aperto intere comunità e con certi comunicati si rischiano delle stragi», afferma. La cancellazione, aggiunge, si inserisce in un processo di accentramento della sanità pubblica. «I calabresi non hanno bisogno di una laurea in medicina né tanto meno di una specializzazione: lo sentono sulla propria pelle ogni volta che entrano in un ospedale, che emigrano per curarsi o che rinunciano alle cure». «La Calabria ha bisogno di una sanità esattamente opposta a quella di questi anni», conclude Stasi, chiedendo investimenti nei servizi pubblici.









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