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Crotone, ospedale ridimensionato e accuse a Occhiuto



CROTONE - Hanno scritto al sindaco Voce anche in qualità di presidente della conferenza dei sindaci dell’Asp, alla commissaria Asp Carbone, al presidente della Provincia Ferrari e al governatore Occhiuto per rappresentare «la drammatica situazione dell’ospedale “San Giovanni di Dio”». Sono le sigle territoriali del comparto sanità e della dirigenza medica Fp Cisl, Cisl medici, Anaao Assomed, Fials medici, Fassid, Aaroi Emac, Uil medici, Fesmed, Fvm. «Il nosocomio cittadino, unico della provincia di Crotone, dopo essere stato pesantemente ridimensionato - è detto nel documento - e declassato al rango di ospedale di serie B, o “spoke” che dir si voglia, con conseguente taglio di posti letto, riduzione dotazioni organiche, chiusura di ambulatori e servizi, accorpamento e ridimensionamento reparti, da qualche anno a questa parte deve fare i conti con il dramma della mala gestio che sospende “temporaneamente”, a partire dal mese di giugno 2019, le attività della Medicina nucleare, che elimina il servizio di Osservazione breve intensiva, inaugurato in pompa magna solo qualche anno fa, che accorpa “sulla parola” la Medicina d’urgenza con la Geriatria, aumentando di fatto i posti letti di quest’ultima con personale dimezzato, che trasforma con un colpo di bacchetta magica le Malattie infettive in reparto Covid, senza indicare dove trattare le patologie infettive extra covid, che genera il caos organizzativo accorpando due reparti, quali quelli di Nefrologia ed Oncologia, che nulla hanno a che fare l’uno con l’altro. Per non parlare - è detto ancora - dell’attesa perenne del nuovo Pronto soccorso. A rimetterci in questo caos organizzativo e gestionale - secondo i sindacati - è innanzitutto il personale dipendente, sia del comparto che della dirigenza medica, veterinaria e sanitaria, il quale, oltre a non vedersi riconosciuti i tanti istituti contrattuali “pendenti”, è costretto a prendere atto che ogni accordo sindacale sottoscritto con le organizzazioni sindacali viene puntualmente disatteso dalla Parte pubblica». I sindacati denunciano anche «turni massacranti», «mobilità selvaggia», «mancanza di programmazione». Ai vertici dell’Asp i sindacati sollecitano «misure di risanamento, sugli atti di organizzazione degli uffici e sui fabbisogni del personale, sulla corretta esecuzione del piano straordinario per l'assunzione di personale medico, sanitario e socio-sanitario, alla luce, tra l’altro, del massiccio esodo pensionistico e volontario del personale dipendente». Ma anche che «si accertino eventuali responsabilità dirigenziali sulla complessiva gestione dell’ospedale; di avviare il confronto sui criteri generali relativi all’articolazione dell’orario di lavoro, per la mobilità tra sedi di lavoro dell'Azienda e dei sistemi di valutazione della performance; di determinarsi in maniera definitiva sulla calendarizzazione degli incontri di contrattazione integrativa e sul riconoscimento degli istituti contrattuali “pendenti”». E il 31 luglio, alle 18.30, sulla situazione dell’ospedale si terrà un Consiglio provinciale aperto. Il primo agosto un sit-in della Cisl.

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