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Fabbisogno sanitario, emendamento M5S per una ripartizione più equa per la Calabria e altri territori del Sud

  • Immagine del redattore: Uneba Calabria
    Uneba Calabria
  • 10 dic 2025
  • Tempo di lettura: 2 min

ROMA - «Da anni denunciamo un problema strutturale: la ripartizione del fabbisogno sanitario nazionale non fotografa i reali bisogni dei territori e penalizza in modo evidente le regioni più fragili dal punto di vista socio-economico». Lo dichiara in una nota Mariolina Castellone, senatrice del Movimento 5 Stelle e vicepresidente del Senato. «Con il nostro emendamento alla manovra - afferma - poniamo un primo, concreto rimedio. Oggi Campania, Calabria e altri territori del Sud sono svantaggiati da criteri che non tengono sufficientemente in conto fattori determinanti per la salute: povertà, bassa scolarizzazione, disoccupazione, mortalità. Numeri che raccontano condizioni di vita più difficili e un fabbisogno di servizi sanitari più elevato. Eppure, questi indicatori, nel meccanismo attuale, pesano troppo poco. Con il nostro intervento chiediamo che finalmente il criterio sociale abbia un ruolo meno marginale nella ripartizione delle risorse. L’emendamento prevede, a partire dal 2026, un incremento del peso attribuito ai criteri legati alla deprivazione sociale, correggendo quanto stabilito dal decreto ministeriale del 30 dicembre 2022. Si prevede inoltre che un nuovo decreto, da adottare entro sessanta giorni dall’entrata in vigore della legge, definisca i criteri aggiornati in accordo con le Regioni. Una dotazione di 500mila euro è stanziata per il monitoraggio e la valutazione del nuovo sistema. Non possiamo parlare di diritto alla salute - sostiene ancora Castellone - se continuiamo a ignorare che in alcune aree del Paese si vive e ci si cura con maggiori difficoltà. Rafforzare il peso della deprivazione sociale significa correggere un’ingiustizia storica e avvicinare l’Italia al principio costituzionale dell’universalismo: uguale accesso alle cure per tutti, non solo per chi vive nei territori più benestanti. Il nostro obiettivo è semplice: un Paese che smette di finanziare le disuguaglianze e inizia a finanziare i bisogni reali dei cittadini. È così che si costruisce una sanità pubblica più giusta e più forte, da Nord a Sud», conclude l’esponente stellata.

 

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