Influenza, in Calabria sorveglianza non attivata



ROMA - Nella settimana dal 14 al 20 febbraio sono stati circa 156.000 i casi stimati di sindrome similinfluenzale, per un totale di circa 4.239.000 casi a partire dall’inizio da ottobre. Ma «la maggior parte dei casi segnalati sono riconducibili ad altri virus respiratori» diversi da quelli influenzali veri e propri, «la cui circolazione si è mantenuta bassa e di tipo sporadico per tutta la stagione». E' quanto emerge dall’ultimo rapporto della rete di sorveglianza epidemiologica InfluNet dell’Istituto Superiore di Sanità, che già da inizio febbraio aveva decretato la fine del «periodo epidemico».

Nell’ultima settimana in esame, la curva epidemica è stabile e sotto la soglia epidemica e ancora in calo, con 2,6 casi per mille assistiti. Diminuisce in tutte le fasce di età l'incidenza, tranne che nei bambini al di sotto dei 5 anni di età, in cui si osserva un lieve aumento. In tutte le Regioni l'incidenza è sotto la soglia basale, tranne in Piemonte, Lombardia, Liguria, Umbria e Puglia. Mentre Valle d’Aosta e Calabria non hanno attivato la sorveglianza InfluNet.

Attraverso la sorveglianza virologica, si osserva una circolazione limitata dei virus influenzali sul territorio nazionale. Nel complesso, dall’inizio della stagione 2021/2022, sono stati identificati 103 virus influenzali di tipo A e 5 di tipo B. Nell’ambito dei virus A, il sottotipo H3N2 è prevalente.

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