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Sanità vibonese penalizzata, Occhiuto sotto accusa

  • 2 gen
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VIBO VALENTIA - “Un altro schiaffo alla sanità vibonese”. Così l’associazione “Ali di Vibonesità” commenta il Dca n. 350 del 18 dicembre, pubblicato nelle scorse ore, che dispone il riparto di oltre 40 milioni di euro residui per il sistema sanitario regionale. Un provvedimento che, secondo il sodalizio, conferma la distanza del presidente della Regione Calabria e commissario ad acta Roberto Occhiuto dalle reali esigenze di Vibo Valentia e del suo hinterland. Chi sperava in un segnale concreto sotto l’albero di Natale – capace di ridare fiducia a un territorio alle prese con una crisi sanitaria senza precedenti – è rimasto deluso. «Ancora una volta – denuncia “Ali di Vibonesità” – non si è voluto privilegiare, con giusta motivazione, la condizione disastrosa dell’Asp di Vibo Valentia, la più penalizzata della Calabria. Si è preferito un generico “documento Calabria”, figlio della cultura del contentino». Un atteggiamento che, per l’associazione, tradisce le aspettative nate anche dall’iniziativa del 3 dicembre scorso, promossa dal prefetto Anna Aurora Colosimo, che aveva riacceso la speranza di un cambio di passo. «Invece – affermano – si continua a prendere in giro la popolazione vibonese». Nel mirino finisce direttamente il governatore Occhiuto, definito sempre più «distante» dal territorio. «Pur nel rispetto di chi lo ha votato – sottolinea l’associazione – non ha alcun diritto di calpestare i diritti dei cittadini di un’area che vive ancora del proprio prestigioso patrimonio storico e culturale». Critiche anche alla scelta di delegare funzioni e responsabilità, ritenendo «inadeguata» l’azione del sub commissario Ernesto Esposito, e all’assenza di un reale confronto con associazioni e cittadini. “Ali di Vibonesità” rivendica inoltre la piena condivisione delle proposte avanzate dal Forum del Terzo Settore, guidato dal portavoce provinciale Pino Conocchiella, impegnato – viene sottolineato – «senza mai mollare» per far uscire la sanità pubblica vibonese da «un tunnel di crisi devastante», aggravata da responsabilità politiche. La sensazione, ribadisce l’associazione, è quella di un tradimento: «Vibo Valentia e dintorni si sentono oggi più di ieri lesi nei loro diritti più dignitosi e umani». E l’appello è chiaro: pari dignità rispetto a Cosenza, Catanzaro, Reggio Calabria e Crotone. Duro anche il giudizio sulla Conferenza dei sindaci, accusata di aver accolto con «evidente soddisfazione» un provvedimento che non è un vero “Documento Vibo”. «Un atteggiamento incomprensibile – attaccano – mentre gli ospedali di Tropea e Serra San Bruno rischiano la chiusura e Nicotera resta abbandonata, con cittadini costretti a morire per strada durante i trasferimenti per emergenza». Da qui l’invito a rompere definitivamente con la «cultura del contentino» e con logiche di appartenenza politica. «Così non funziona – conclude “Ali di Vibonesità” –. Se necessario, la battaglia sarà portata avanti con ogni forma di mobilitazione civile. La sanità vibonese non può più aspettare».

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