Vibo Valentia, nuova protesta dei comitati per la difesa della sanità
- 6 minuti fa
- Tempo di lettura: 3 min

VIBO VALENTIA - La battaglia per il diritto alla salute torna in piazza. Davanti all’ospedale “Jazzolino” si è svolto un nuovo appuntamento di protesta civica promosso dai comitati di salute pubblica della provincia, impegnati da circa tre anni e mezzo in una mobilitazione per la difesa della sanità pubblica e per il rispetto dei principi sanciti dall’articolo 32 della Costituzione. L’iniziativa è stata coordinata dall’Osservatorio Città Attiva di Vibo Valentia. Da circa un mese alla mobilitazione ha aderito anche il Comitato Pro Ospedale Pizzo Transigenza Zero, che ha scelto di portare all’attenzione della protesta le condizioni del centro servizi sanitari e socio-sanitari Santa Maria del Carmine di Pizzo. L’intersodalizio Pro Ospedale Pizzo ha concentrato le proprie rivendicazioni su tre questioni principali: il progressivo depotenziamento dell’offerta sanitaria del Santa Maria del Carmine, la mancata valorizzazione della Centrale operativa territoriale e la mancata assegnazione della Casa di Comunità. È proprio quest’ultimo tema ad aver riacceso la protesta. La recente assegnazione di una Casa di Comunità a Vibo Valentia, presso la Moderata Durant, ha infatti riportato alla memoria dei cittadini pizzitani le motivazioni con cui, circa tre anni fa, sarebbe stata esclusa la possibilità di realizzare la struttura al Santa Maria del Carmine. Secondo quanto riferito dal Comitato, la giustificazione sarebbe stata legata alla vicinanza chilometrica con l’ospedale di Vibo. Una scelta che oggi viene contestata con forza, alla luce dell’apertura della nuova struttura vibonese. A dare voce alla rabbia dei promotori è stato Beppino De Caria, intervenuto nel corso della fase espositiva della manifestazione. «Siamo profondamente delusi ed arrabbiati per le disdicevoli quanto miserevoli politiche sanitarie riservate in questi anni dall’Asp vibonese alla struttura napitina, ossia il centro servizi sanitari e socio-sanitari Santa Maria del Carmine», ha esordito. «Le ultime nefaste quanto scellerate scelte dell’establishment governativo dell’Asp riguardano il depotenziamento della struttura attraverso la soppressione di alcuni servizi sanitari importanti, come urologia, geriatria, endocrinologia e otorinolaringoiatria», ha denunciato De Caria. A questi si aggiunge il mancato ripristino di altre prestazioni. «Non sono più stati riattivati i servizi di Diabetologia e Radiologia». Altro punto della vertenza è la Centrale operativa territoriale, realizzata nell’ambito degli interventi finanziati dal Pnrr. Secondo il Comitato Pro Ospedale Pizzo, la struttura non avrebbe ricevuto quella promozione e valorizzazione che i cittadini si attendevano. «La cosa che più ci indigna ed offende la dignità è la presa in giro sulla mancata assegnazione della Casa di Comunità», ha detto De Caria. Una struttura che, nella visione dei promotori, avrebbe consentito di garantire servizi e assistenza sanitaria in un edificio già esistente e facilmente raggiungibile. Poi il passaggio sulla contraddizione che, secondo il Comitato, sarebbe emersa con la scelta della Moderata Durant. «Ci è stato detto circa tre anni fa che il Santa Maria del Carmine in Pizzo non poteva avere la Casa di Comunità perché vicina di pochi chilometri all’ospedale di Vibo Valentia», ha ricordato De Caria. «Una motivazione vergognosa e falsa visto che di recente, ossia lo scorso luglio, la medesima Casa di Comunità è stata addirittura aperta a Vibo Valentia presso Moderata Durant». Una decisione che il Comitato considera una mortificazione per la comunità pizzitana e sulla quale chiede ora risposte alla politica e ai vertici sanitari regionali. «Per questa malafede, sia da parte della politica che dei vertici sanitari calabresi, noi protesteremo ad oltranza, perché con la vostra ignobile condotta avete palesemente offeso e calpestato la dignità della cittadinanza pizzitana», ha affermato De Caria. Nel mirino finisce anche il rapporto con l’attuale commissario straordinario dell’Asp di Vibo Valentia, Angelo Vittorio Sestito. Il rappresentante del comitato lamenta infatti la mancata convocazione di un incontro con i vertici dell’Azienda sanitaria. «Il fatto che ancora oggi, caro commissario straordinario dell’Asp vibonese Angelo Vittorio Sestito, non avete voluto incontrarci come Comitato è la netta dimostrazione della vostra malafede e dei vostri predecessori colleghi commissari», ha concluso.









Commenti